ProLoco Poggiomarino


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8° Giorno I Edizione

Attività


La predica è efficace quando parlano le opere ...
purtroppo siamo ricchi di parole e vuoti di opere.

dai "Discorsi" di Sant'antonio di Padova



Presentazione del Presidente:

Con questa iniziativa, nata circa due anni fa, a seguito di un concorso nelle Scuole D’Arte di tutta Italia, per la realizzazione di altorilievi dei miracoli di Sant’Antonio, la Pro Loco unitamente al generoso contributo di alcuni sponsor, il 30 ottobre 2004 inaugurerà le prime tre opere realizzate.
La nostra cittadina potrà fregiarsi di capolavori che non solo onorano il Santo Patrono, ma contribuiscono anche ad abbellire il nostro paese.
Un ringraziamento a nome mio, della Pro Loco, dell’intera cittadinanza va alla MI.DA. Alluminio di Michele e Giuseppe Izzo, al Presidente dell’IS. e F., al Panificio Maschietto, ai Padri Stimmatini, all’Amministrazione Comunale e alle numerose Ditte che hanno voluto offrire un contributo. La loro generosità ci ha spinto ad affrontare e superare ogni difficoltà con la certezza che al momento del bisogno non saremmo rimasti soli.
Da parte nostra ci impegniamo ad andare avanti, abbiamo bisogno di incoraggiamento, sperando che anche questa iniziativa sia un altro fiore da aggiungere all’occhiello della Pro Loco come il Premio Nazionale di poesia, R..Estate a Poggiomarino, la compagnia teatrale amatoriale O’ Strummolo.

AD MAIORA POGGIOMARINO.


Renato PALMIERI
Presidente Pro Loco Poggiomarino



Plauso del Sindaco di Poggiomarino:

L’iniziativa della pro Loco di Poggiomarino merita un doppio plauso.
Il primo perché l’Associazione, rifacendosi ai suoi fini istituzionali ha compreso, che il paese necessita di opere, soprattutto di opere che arricchiscano il patrimonio culturale e architettonico, durature nel tempo e pregne di significato per le nuove e vecchie generazioni.
Il secondo plauso è perché ha compreso il difficile momento in cui si trova la città, reduce da un decennale stato di immobilismo legato agli scioglimenti anticipati degli organi elettivi e dalle misure governative che hanno condotto il comune in uno stato di povertà, ovvero nell’impossibilità materiale di destinare risorse sufficienti specie per far fronte a quelle richieste impellenti e strazianti di solidarietà sociale, e per quelle iniziative culturali indispensabili per rendere civile il vivere in comunità.
La gravità di questa situazione è testimoniata dalla misura dei provvedimenti intrapresi per impedire lo sfondamento del famigerato “patto di stabilità interno”: la sospensione di ogni indennità al Sindaco, alla Giunta e a tutti i Consiglieri. Provvedimento, forse, unico in tutta la penisola italiana e così scarsamente conosciuto e propagandato.
L’avere compreso queste difficoltà e, nel contempo aver voluto ad ogni costo, con ogni sacrificio, mettere in posa gli altorilievi in terracotta sui miracoli di Fernando di Lisbona, ovvero di Sant’Antonio da Padova, indimenticabile Patrono di questa città e miracoloso protettore dei suoi abitanti, è segno della maturità e della volontà di sfatare una tradizione negativa e dare forza alla fiducia.
L’avere compreso che era il momento di non chiedere al Comune ma di fare qualcosa di utile per la gente e per l’intera città è il segreto del successo di questo “OTTAVO GIORNO”.
Un impegno che si snoderà lungo un percorso formativo e che, sono sicuro, avrà un impatto notevole nelle coscienze non solo religiose dei cittadini.
È questo l’inizio della rinascita di Poggiomarino? Me lo auguro di vero cuore. Come inizio non poteva essere migliore!
Grazie, dunque, alla Pro Loco, ai suoi dirigenti, ai suoi iscritti e a quanti generosi concittadini hanno contribuito o contribuiranno per la realizzazione di questa opera che non si fermerà subito ma proseguirà negli anni a venire.

Dott. Roberto Raffaele GIUGLIANO
Sindaco di Poggiomarino



Presentazione del Parroco:

Tutto ha inizio una sera di circa due anni fa, quando alcuni esponenti della Pro Loco mi resero partecipe di un loro sogno: abbellire le strade del nostro paese con delle sculture rappresentanti la vita di Gesù Cristo nella sua passione morte e resurrezione. Manifestai loro il mio consenso per il progetto, ma consigliai di cambiare soggetto indicando nella figura del nostro Santo Patrone una figura più interessante in quanto legato alle nostre tradizioni popolari e religiose. Oggi si incomincia ad intravedere il sogno “PROGETTO OTTAVO GIORNO” con l’inaugurazione di ben tre opere in terracotta rappresentanti altrettanti miracoli:

LA PREDICA AI PESCI

L’INFANTE CHE PARLA

IL GIUMENTO (la mula affamata).

Nel titolo del progetto vi è racchiuso il sogno di persone di buona volontà che credono nella rinascita culturale e religiosa del proprio paese. Un sogno ambizioso, che rispecchia in pieno la volontà della comunità Stimmatina, a cui è affidato il compito di guida spirituale della Parrocchia di Sant’Antonio di Padova, e dell’intero Consiglio Pastorale.
Perché il sogno si realizzi nella sua completezza ha bisogno della piena collaborazione di tutta la cittadinanza di Poggiomarino: “che si svegli dal suo lungo sonno”.

Il Parroco P. Nicola Mangino



FRATE ANTONIO, SANTO DEL POPOLO:

Il modello della predicazione nuova, proposto da frate Antonio, è finalizzato alla conversione di tutti per la riforma della chiesa. Di questo modello, prima di essere “maestro”, egli è stato “protagonista”: egli è stato modello della predicazione per la riforma della chiesa, prima che si arrivasse all’inquisizione. L’efficacia della sua predicazione è ampiamente documentata dalle testimonianze più antiche. Per esprimere una tale efficacia l’immaginazione popolare ha letteralmente “inventato” tutta una serie di miracoli, che non si leggono nelle fonti primitive, ma soltanto in quelle successive. La fede popolare ha pensato che tanta efficacia della predicazione non poteva non dipendere da una sovrabbondanza di miracoli; invece, essa era soltanto la conseguenza della sua parola. Naturalmente, doveva trattarsi di una parola carica non soltanto – e non tanto- di dottrina, quanto piuttosto del carisma della persona di frate Antonio e della sua santità. Ne è prova eminente il fatto che egli venne canonizzato da Gregorio IX a meno di un anno dalla sua morte. Si può dire, perciò, che sant’Antonio di Padova è per eccellenza “il santo del popolo”.

GERARDO L. CARDAROPOLI



PROGETTO “OTTAVO GIORNO”:

La Pro Loco Poggiomarino ha ideato un progetto, che ha lo scopo di costituire nel proprio territorio, un patrimonio di opere artistiche, legate alle proprie tradizioni culturali e religiose.
Il progetto, denominato “OTTAVO GIORNO”, oltre ad essere una iniziativa artistica è la concezione di un’idea, che tende a risvegliare le coscienze di tutti i cittadini attraverso la loro partecipazione socio culturale al fine dei migliorare il nostro paese.
Esso, infatti, vuole rappresentare un “tempo nuovo” della nostra vita, affinché ci porti a “NON DOMANDARCI PIU’ COSA FA IL NOSTRO PAESE PER NOI, MA NOI COSA FACCIAMO PER ESSO”.
“OTTAVO GIORNO” si propone di dotare il Comune di Poggiomarino di un percorso artistico che partendo dal centro della città raggiunge i suoi quattro angoli, creando un “MUSEO A CIELO APERTO”, dove i marciapiedi, tappezzati da “SCULTURE IN TERRACOTTA”, saranno le pareti e le strade rappresenteranno i corridoi di questa nuova città d’arte.
Quest’anno siamo alla prima tappa ed abbiamo già realizzato tre opere, la cui gestazione è stata lunga e faticosa, ma vissuta sulle ali dell’entusiasmo.
Siamo partiti due anni fa, ed in sintonia con la parrocchia, si è deciso di iniziare con una figura cara alle nostre tradizioni religiose e popolari: Sant’Antonio di Padova, Patrono di Poggiomarino.
Le sculture rappresentano tre miracoli del Santo:

  • La predica ai pesci
  • Il neonato che parla
  • Il giumento (la mula affamata)


I pannelli misurano cm. 90x135, sono stati realizzati in terracotta ed incastonati in strutture architettoniche poggiate su pietre laviche e protetti da vetri antisfondamento. La terracotta e la pietra lavica sono state scelte volutamente, la prima perché composta da terra, acqua, fuoco e aria, cioè i quattro elementi che hanno accompagnato la storia dell’uomo e la seconda, perché rappresenta le nostre origini vesuviane.
Questo progetto nasce lontano nel tempo, nasce nel cuore stesso di questa terra, ed oggi è possibile vedere compiuta la prima fase perché ha trovato riscontro nella generosità dei suoi figli.
Questi figli, forse silenziosamente colpevoli per anni, forse delusi dalla “politica” che ha visto in circa dieci anni ben cinque scioglimenti del Consiglio Comunale, hanno pensato di mettere insieme le loro forze, morali ed economiche per vedere finalmente rinascere la loro cara Poggiomarino.
In questo modo si è potuto toccare con mano come si può amare concretamente e veramente la propria terra.
E’ la prima volta che in Campania, e forse in Italia, che un ente non governativo si impegna a realizzare un piano artistico permanente di vasti proporzioni non per propri fini economici, ma per la valorizzazione del proprio paese. Infatti queste opere saranno donate al Comune di Poggiomarino.
Purtroppo lo spirito vero di questo piano non è stato completamente recepito dall’Amministrazione comunale, mentre ha avuto un’accoglienza calorosa dalla popolazione.
Il cammino che abbiamo intrapreso è lungo, lo sappiamo, ma dopo questa prima tappa, siamo passati dalla speranza alla CERTEZZA che riusciremo a realizzare il nostro progetto.
Certezza che poggia su atti di estrema generosità manifestata da persone come Michele e Giuseppe Izzo, Prof. Raffaele Rosario Boccia, dai fratelli Maschietto e tanti altri cittadini i quali hanno contribuito in maniera determinante alla realizzazione di queste opere.
Con l’inaugurazione di questi tre primi pannelli in terracotta, ci rivolgiamo a tutte le Istituzioni operanti nel nostro territorio, Comune, Parrocchia, Carabinieri, Vigili Urbani, Asl, Scuole, Associazioni e Movimenti e a tutte le persone sensibili di questo Paese: sosteniamo insieme il progetto “OTTAVO GIORNO” per una Poggiomarino migliore.

Mario Morra



TERRA MIA...

Sempre a pensarti
S’intenerisce il core,
Poggiomarino mia che sorgi
Nella verdeggiante valle
Ove i Lattari fan da ridenti ali
Ed il Sarno feconda ogni stagione
Al troneggiar del Vesuvio,
mai dimentico il sole
di baciare la terra che effonde nell’aria
i benefici effluvi.

Nel tempo nessuno cantò le tue lodi
E giammai gloria ed onori
Alle fronti rugose.

In un primaverile sorriso
Il Signore benedisse il mio primo respiro,
segreti rifugi
per gli anni dolci della speranza,
lunghe pietrose vie verso i sentieri della vita,
con i tuoi più cari.

Come potrei non amarti?
Stimmate della tua immagine su di me:
la fierezza riflessa sul volto ardito del padre,
la dolcezza caldissima
nelle braccia di chi mi tenne al seno,
l’operosa sofferta fatica
sulle spalle ricurve del primogenito,
l’ingegnosità negli occhi profondi dell’altro.

Pian piano un canto d’amore
portò nel cuore
la stagione dei sentimenti,
ma, ingrata, all’apparir del vero
mi spingesti in terra straniera,
fra le nebbie lombarde ed i siculi scogli.
temprato, tu piana natia
esigesti però
che, dopo due interminabili lustri
novello Ulisse approdassi a te,
innamorato pentito, voglioso.

Com’eri cambiata!
non ti riconobbi!
i figli degeneri l’un contro l’altro
e soffrivi lacrimando.
poi la terra tremò intorno
e li abbracciasti
perdonandoli, perdonandomi
e ci proteggesti con le acquifere falde
senza riconoscenza, gratitudine.
salvi, gli uomini furono belve,
il volto tuo una maschera di sangue.

Ed io, meschino, sul punto di tradirti ancora.
di andarmene.
ti guardai spavaldo nell’addio:
sofferente ma non sottomessa,
con le tese braccia rivolte al cielo,
martoriata non emettevi un lamento
e gli occhi splendevano
con la grande immensa luce
che gloriò il Figlio sul Golgota.

Solo allora capii e piansi,
avvinghiandomi a queste zolle ubertose
che pare scintillino
dell’amore di Dio nel mondo.

Ora e sempre sul tuo percorso divino
ed un di non lontano,
nel silenzio profondo di tanta quiete,
qui il corpo riposerà in eterno!

Mario Morra


LA PASTORALE DELLA COMUNITA’ PARROCCHIALE DI POGGIOMARINO INTORNO A SANT’ANTONIO DI PADOVA.

Evviva Sant’Antonio, evviva il Patrono di Poggiomarino, evviva il Santo di Padova …., sono gli slogan che il popolo di Dio di Poggiomarino, nei primi tredici giorni di giugno, canta e grida per tutto il paese al passaggio della statua di Sant’Antonio che prepara la comunità parrocchiale ai festeggiamenti del Santo Patrono.
La devozione del Santo è ormai secolare, se si considera che i documenti storici mettono in rilievo la sua presenza con la nascita del paese stesso. Questa sicuramente ha avuto un ruolo incisivo nella formazione cristiana del popolo di Poggiomarino, che, nei vari decenni, ha espresso in diversi modi la sua fede verso Dio imitando l’esempio del Santo di Padova. In questa maniera ha acquistato sempre di più la sua fisionomia di comunità cristiana stretta intorno alla Parola e all’Eucaristia. Negli ultimi venti anni, i festeggiamenti del 13 giugno vengono preceduti dalla tredicina si Sant’Antonio; una occasione questa, come tutte le altre del passato, per preparare il popolo di Dio alla celebrazione del Santo Patrono attraverso la preghiera, la catechesi e l’eucaristia. La tredicina ha inizio intorno alla metà degli anni ottanta per intuizione del parroco Padre Bruno Montanaro. Egli, approfittando delle richieste della Chiesa che invitava i cristiani d’Italia e di tutta Europa a realizzare la nuova evangelizzazione, pensò di utilizzare l’esperienza della tredicina come momento attraverso cui la chiesa locale si fa presente sul territorio, riproponendo in maniera chiara il Vangelo di Cristo Gesù. La devozione in onore di Sant’Antonio esula dal voler essere un semplice appuntamento folcloristico e paesano per diventare sempre più il momento in cui realmente viene offerta una esperienza per incontrare Gesù Cristo che si fa presente nella sua chiesa.
E’ in questo contesto che va collocato il culto di S.Antonio qui a Poggiomarino. Infatti, partendo dalla iconografia presente nella chiesa madre, il Santo viene rappresentato con il giglio in una mano, con la Parola di Dio e il bambinello Gesù nell’altra mano.
I simboli vengono interpretati come indicazioni verso cui indirizzare le proprie scelte di vita, cosi da incarnare nel quotidiano la propria adesione al Vangelo.
Il giglio simbolo della purezza, è il richiamo affinché il cristiano viva tenendo conto della sua elezione alla vita eterna donata da Dio in Cristo per mezzo della croce. Questo segno, quindi, ci invita a riflettere e a considerare la grandezza della nostra vocazione cristiana. Esso esprime la Paternità e l’Amore che Dio ha nel suo cuore per tutti e per ognuno.
La parola di Dio è il segno che ci ricorda il dialogo e l’amicizia che Dio offre a tutti rivelandosi nella sua PAROLA, cosi da potersi trattenere in una filiale relazione. Con la Parola di Dio ognuno può trovare la pienezza della gioia, della libertà e quindi la salvezza che altrove niente e nessuno può donare.
Infine il bambinello, segno della contemplazione a cui ogni uomo è chiamato affinché in Cristo ritrovi la bellezza perduta e in Cristo contempli la trasfigurazione a cui tutti tendiamo.
Tutto questo è il programma di vita che durante la tredicina e i festeggiamenti di S.Antonio viene proposto come possibilità di realizzazione attraverso gli insegnamenti di Gesù Cristo riportati sia nel discorso della Montagna (Mt.5,6-7) che nel comandamento dell’Amore (Gv.15,14).
Realmente la devozione a S.Antonio ci conduce a realizzare tutto questo? Oppure sono solo parole? Da alcuni anni mi trovo ad esercitare il ministero sacerdotale qui a Poggiomarino, mio paese natale. Questo mi ha dato la possibilità di riaccostarmi al popolo che mi ha formato nella vita umana e cristiana. Come sacerdote, da qualche tempo vivo ed animo la tredicina di S.Antonio. Insieme agli altri Padri Stimmatini e alla comunità parrocchiale, con grande gioia e commozione nel cuore, abbiamo notato che in quei giorni si assiste a persone che si riavvicinano alla chiesa, ammalati che trovano forza e conforto per portare avanti l’esperienza della sofferenza con speranza, famiglie che si riconciliano, quartieri che uscendo fuori dall’individualismo e dall’egoismo si aprono gli uni agli altri vivendo un clima fraterno e familiare. Queste sono solo una parte delle esperienze che lo Spirito Santo dona alla nostra comunità in quei giorni di grazia. Ecco perché la devozione al Santo di Padova esula dall’essere semplice manifestazione cittadina e diventa concreta adesione al Vangelo di Gesù.
Alla luce di quanto appena scritto, vanno inserite le tre opere che la Pro Loco ha chiesto di poter installare lungo le strade di Poggiomarino. Questa iniziativa nasce dal cuore di persone che intendono indicare a tutta la comunità cristiana e civile che è nostro dovere crescere e far crescere ognuno con quei valori che ci renderanno veri protagonisti della storia.

P. Vincenzo Sirignano


ATTILIO LENTI: Tra fede e arte.

Attilio Lenti, prima allievo e poi docente dell’Istituto Statale d’Arte, insegna PLASTICA ed EDUCAZIONE VISIVA. Ha completato gli studi in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce conseguendo anche diverse abilitazioni all’insegnamento, oltre ad essere vincitore del concorso a Cattedra Nazionale per la medesima disciplina.
Ha realizzato numerose opere in terracotta, ceramica, gesso, cemento ed altro materiale che hanno trovato la giusta collocazione presso numerose chiese, strutture private, Curie arcivescovili ed arredi urbani nella città di Grottaglie. Altre opere dello stesso si trovano anche presso collezioni e abitazioni private e civili, nonché in alcune gallerie d’arte. Ha inoltre ricevuto numerosi premi e attestati di riconoscimento in varie mostre e manifestazioni artistiche con apprezzamenti di critici nazionali qualificati. Nell’ambito scolastico ha ricevuto numerosi premi con opere ed elaborati realizzati dai ragazzi per Enti Locali, Provinciali, Regionali e Nazionali.
In ambito didattico nell’anno scolastico 2002/2003 ha partecipato con la propria terza classe sez. A Arti Grafiche al Concorso Nazionale, indetto dalla Pro Loco Poggiomarino ( NA) che prevedeva la realizzazione di alcuni bozzetti sulla vita di Sant’Antonio da Padova, conosciuto come il Taumaturgo, ovvero l’operatore di prodigi. Meglio noto come il Santo dei miracoli. Nel mese di maggio 2003 vi fu la comunicazione ufficiale della vincita con la relativa cerimonia di premiazione, avvenuta durante i solenni festeggiamenti in onore del Santo Patrono.


LA TERRACOTTA

LA TERRA, L’ACQUA, IL FUOCO, L’ARIA
.

La terra, l’acqua, il fuoco e l’aria sono quattro elementi di aggregazione eraclitei di cui gli antichi credevano fosse composto il mondo. Ma sono gli stessi elementi che si rendono necessari a produrre l’arte, che, nata dalla terra, anzi dalla polvere, difficilmente in polvere ritorna per merito dell’altro elemento, il fuoco, che rende straordinariamente durevole e irresistibile.
La terracotta è la terra dell’uomo, è la pietra miliare che ha scandito il cammino dell’umanità. La terracotta è il cordone ombelicale che unisce il presente e il passato. Il manufatto in terracotta è il più autentico, una volta che le mani dell’artista lo hanno plasmato, nessuna forza al mondo può alterarlo e, manipolandolo, cambiarne il significato originale. Il tempo stesso ha rispetto per l’opera dell’autore, celebre o ignoto, consegnando ai posteri i suoi racconti e i suoi pensieri.
La terracotta è come l’uomo che passa indenne attraverso tutte le bufere, le violenze, le novità, le mode, poiché egli è la vita.



CRITICA ALLE OPERE: IL TEMPO DELL’ARTE NEL TEMPO DELL’ANNO.

LA PREDICA AI PESCI: Terracotta, Ceramica, Manganese, cristallina lucida cm. 90x135. Altorilievo




Didascalia apposta ai piedi dell'opera realizzata

MIRACOLO DEI PESCI

UDITE LA PAROLA DI DIO, VOI PESCI DEL MARE E DEL FIUME, DAL MOMENTO CHE GLI ERETICI NON VOGLIONO ASCOLTARLA”.


Il pannello si sviluppa in un campo rettangolare verticale armoniosamente modellato attraverso una plastica vibrante fresca e immediata. Il tutto si armonizza nella lettura visiva che va dall’alto verso il basso, è come la visione dell’occhio di Dio che lo guarda e gli affida il potere di predicare e realizzare miracoli. Il messaggio viene ben evidenziato attraverso il personale risultato plastico dei “fasci divini” che provengono dall’alto (DIO) quasi a contatto con la mano del Santo per la realizzazione del mistero divino.
Se talvolta gli uomini, pur dotati di intelletto, spregiavano la sua predicazione, Dio interveniva a mostrarla degna di venerazione, compiendo segni e prodigi per mezzo di animali privi di ragione.
Una volta che alcuni eretici, nei pressi di Rimini, disprezzavano e deridevano le sue prediche, il Santo si portò ai bordi del fiume, scorrente a breve distanza, e disse agli eretici in modo che tutta la folla presente sentisse: “dal momento che voi mostrate di essere indegni della parola di Dio, ecco, mi rivolgo ai pesci per confondere più apertamente la vostra credulità”. Tutto questo viene mirabilmente rappresentato nello studio della ricerca plastica espressiva del volto del Santo, dove il gusto artistico e personale dell’espressione dei pesci che esprimono una tensione volumetrica di inusitata bellezza, il morbido modellato delle vesti dei personaggi posti dietro la figura centrale che coglie la segreta anima delle forme in un impianto reale–figurativo e il fiume abilmente studiato con la piena conoscenza delle diverse superfici scultoree, denotano mirabilmente l’applicazione plastica delle stesse.
L’opera si completa attraverso orditi segnici di sana fruibilità estetica ed intellettuale.
L’arbitrio, e non libertà, del momento artistico risponde alla logica di sviluppare i poteri formali che saturano le idee e si impongono come attitudini reali di un’arte fluente destinata ad oscurare ogni minima resistenza per una identità dell’uomo.


IL NEONATO CHE PARLA: terracotta, ceramica, manganese, cristallina lucida. cm. 90x135. Altorilievo



Didascalia apposta ai piedi dell'opera realizzata

IL NEONATO CHE PARLA

UN NOBILE CAVALIERE ACCUSO’ LA MOGLIE CHE IL FIGLIO ERA FRUTTO DI UN ADULTERIO. IL BAMBINO, DI POCHI GIORNI INDICANDO IL PADRE, DISSE: “QUESTI E’ MIO PADRE”.

Il miracolo deriva dal latino, mirari, provar meraviglia, stupore. Indica un evento che sorprende chi ne è testimone diretto o indiretto. Il miracolo di Ferrara rappresenta come una donna fu salvata da un atroce sospetto. Infatti, il Santo riconciliò con la consorte il marito, personaggio illustre tra i maggiorenti della città. E cosa ancora più gradevole, un vero miracolo, fece parlare un infante, nato pochi giorni innanzi, il quale rispose alla domanda rivoltagli dall’uomo di Dio.
La composizione si sviluppa in verticale. La scena delle figure ben disposte nel disegno su piani diversi, attraverso l’espressione plastica riesce bene ad evidenziare anche nei particolari la giusta vibrazione dei caratteri somatici delle figure ben diverse nella loro collocazione sociale. Infatti l’espressione del Santo semplice e povero riesce a cogliere il momento eclatante del miracolo che si armonizza con il pieno amore delle figure illustri della città. Questi, abbracciati tra loro con atteggiamenti morbidi, riescono ad afferrare il messaggio del mistero osservando il viso del Santo, mentre il bambino che parla li guarda con affetto, sollevando le morbide e paffute braccia verso di loro. Nell’opera tutto concorre ad accrescere l’atmosfera della seducente ed ammaliante estasi d’amore: la serena disposizione dei personaggi convergenti sulle mani dei quattro personaggi in evidenza; la sintonia, pur nella diversità del ruolo, delle azioni dei personaggi. Un soffuso misticismo che avvolge l’intera scena sapientemente intessuta e arricchita dagli sguardi intensi e dalle forme perfette, dalle ampie vesti, dalla discreta quasi silenziosa presenza del Santo.
Il particolare si sofferma sulle “mani” dei vari personaggi, mani che “parlano” e che raccontano l’ardore, l’affetto, la passione spirituale, il miracolo.
L’equilibrio dei soggetti rileva una forte padronanza artistica nel risultato scultoreo, vibrante e semplice con effetto immediato dove la “luce naturale” riesce a cogliere il vero valore artistico dell’opera e la sensibilità dell’artista che affronta e risolve con invenzioni dialettiche in grado di perpetuarle.



VINCENZO COSENZA:

Nasce a Pozzuoli il 14 luglio 1967, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Napoli, conseguendo il diploma in pittura nel 1991. Vive a Poggiomarino.

Mostre personali:

1994 “Compresenze” Aurora Art Gallery , Scafati (SA).
1996 Associazione Culturale Agea Art, Angri (SA)
1996 Congrega di S. M. Margherita (vetri e sculture) Angri (SA)
1998 “Paesaggi fuori centro” Villaricca (NA)
2001 Comune di Imbersago – Palazzo Comunale - Imbersago LC
2002 Opere Recenti – Associazione culturale Bramati Arte – Vaprio d’Adda.
Galleria Eclectica – Mestre.



DESCRIZIONE DELL’OPERA

LA MULA AFFAMATA: Bassorilievo in terracotta patinata a freddo. Cm 140x86.



Didascalia apposta ai piedi dell'opera realizzata

LA MULA AFFAMATA

UNA MULA, PUR ESSENDO DIGIUNA DA TRE GIORNI, RIFIUTO’ DI MANGIARE, PER INCHINARSI AL SANTISSIMO SACRAMENTO.


In quest’opera è rappresentata la storia del “Miracolo della mula” che si prostra dinanzi a S. Antonio mentre porta in processione l’Ostensorio.
Come interprete dell’evento ho voluto sintetizzare il tutto riducendo il numero degli astanti, dando maggiore importanza a due particolari: il TRASPORTO del SANTO nell’innalzare l’Ostensorio e il Prostrarsi della mula nonostante l’azione contraria del padrone (eretico).
Tutta la rappresentazione è pervasa da vari aspetti dell’essere uomo, come la curiosità delle due donne che assistono all’evento; l’indifferenza di chi partecipa senza capire l’importanza di ciò che accade (il chierichetto al seguito del Santo), l’irruenza del credente, forte della fede, che frena l’eretico (questa figura irrompe nell’opera dando cosi continuità tra noi e l’evento rendendoci partecipi e non semplici spettatori).



LA PRO LOCO. PERCHE’

Sono ormai 23 anni che l’Associazione Pro Loco opera nella nostra città.
Nel corso di questi anni i soci di questa Associazione hanno dato vita a numerose attività artistico-culturali quali mostre, concerti, gare sportive, spettacoli, gite, pubblicazioni di libri.
Nel 1989 si diede inizio al CONCORSO NAZIONALE DI POESIA “CITTA’ DI POGGIOMARINO, riservato alle Scuole di primo e secondo grado. Nel 1994, considerato l’importanza avuta a livello nazionale, fu istituzionalizzato dal Comune di Poggiomarino, retto dal Sindaco dott. Roberto Aprea.
Questo concorso è andato sempre più affermandosi ed è giunto alla 15/ma edizione. Sono stati pubblicati tre libri contenenti le poesie di tutti i vincitori e dei segnalati di ogni anno.
Nel 1996 nacque R….ESTATE A POGGIOMARINO, giunta quest’anno alla nona edizione. Animate dall’attuale Presidente Renato Palmieri, si trascorrono in allegria le calde serate estive con balli, canti e spettacoli vari.
Nel 1998, per volontà dell’allora Presidente Angelo Raffaele Franco, fu promossa la SCUOLA DI TEATRO AMATORIALE “ O’STRUMMOLO” sotto la direzione del nostro amato concittadino Angelo Melfa. In questi anni i nostri giovani attori hanno portato sulle scene numerose commedie del repertorio napoletano sempre applaudite da un numeroso pubblico. Durante l’estate 2004 la compagnia ‘O STRUMMOLO ha dato inizio al TEATRO SOTTO LE STELLE, una rassegna di rappresentazioni teatrali all’aperto, con compagnie amatoriali che è stata molto apprezzata dagli spettatori.
Vogliamo ricordare ancora l’iniziativa della TOMBOLISSIMA DI BENEFICENZA e dello SPOGLIO DELL’ALBERO che si organizzano ogni anno in occasione delle festività di S.Stefano e dell’Epifania che vede impegnato in prima persona il socio Bruno Troiano. Durante questa manifestazione vengono donati giocattoli ai bambini presenti senza dimenticare quelli più bisognosi a cui facciamo pervenire i giocattoli tramite le Caritas di Poggiomarino e di Flocco.
Dall’anno 2003, in collaborazione con Arte e Musica del maestro Sergio Iennaco e del Conservatorio di musica di Salerno, nel mese di Giugno, nella Chiesa di S.Antonio, si tiene un CONCERTO LIRICO DEDICATO AD UN NOSTRO CONCITTADINO.
Nel 2002, su proposta del socio Mario Morra, già Presidente della Pro Loco nel triennio 1990-1992, abbiamo lanciato un nuovo concorso tra le Scuole d’Arte d’Italia, per la realizzazione di bassorilievi-altorilievi in argilla semirefrattaria (terracotta) illustranti i miracoli di Sant’Antonio di Padova. Ciò al fine di far conoscere al meglio la vita del Santo Patrono e di arricchire la nostra città di opere di grande valore artistico. Due opere sono state realizzate dall’ Istituto d’Arte di Grottaglie (TA) sotto la direzione artistica del Prof. ATTILIO LENTI. La terza opera è stata commissionata ad un giovane artista della nostra città, ENZO COSENZA, per mettere in risalto le capacità artistiche di nostri concittadini.
Vogliamo ringraziare gli architetti ENRICO FRANCO, GIUSEPPE ASCOLESE e ANTONIO MARINIELLO che hanno curato gratuitamente la progettazione e realizzazione tecnica delle edicole contenenti le opere.
Per il momento abbiamo realizzato tre miracoli del Santo. Altri pensiamo di realizzarne nei prossimi anni.
UN GRAZIE DI CUORE a tutti quelli che hanno creduto nella Pro Loco e ci hanno sostenuto … E AD MAIORA SEMPER.

Andrea COCCHI



PAESE MIO:

Tu devi sapere
Che ti amo e non ti amo.
Non ti amo
per i tuoi passaggi a livello,
per le tue strade dissestate,
per il traffico caotico,
insomma non ti amo
per la tua sciatteria.
Ma ti amo
perché con te
ritrovo i ricordi più belli,
gli effetti più cari,
le nostalgie di una vita
vissuta nella semplicità.
Insomma io ti amo
e non ti amo …
E forse ti amo
anche quando penso
di non amarti.

Andrea COCCHI.




SI RINGRAZIA:

  • Mi. Da. Alluminio
  • Is.e F.
  • Panificio Maschietto
  • Napoletana Calor – Longas
  • Farmacia Franzese
  • Farmacia Annunziata
  • Farmacia Di Martino
  • Di Meglio Supermercati
  • Idee Preziose di Barba Concetta e C. sas
  • De Marinis viaggi
  • Restauro mobili di G. Serra
  • Pullover abbigliamento
  • Conad di Antonio Marria
  • Bit Map Computers
  • Lia oggettistica
  • Cash e Carry di G. Vorraro
  • Orchidea fiori
  • Vertim Group
  • Scirocco di Palmisciano Miriam
  • Caso allestimenti
  • Cartolibreria G. Bonagura
  • Farmacia Ambrosio
  • De Falco gioielli
  • Famiglia Vastola Salvatore
  • Avv. Antonio Giugliano
  • Olearia Annunziata
  • Magazzini del Sorriso
  • Cutolo Arredamenti
  • Armando D Lorenzo
  • Carpenterie P.D.M.
  • S.I.S.M.A. Glass s.n.c.
  • A.G.R. Istallazione Impianti




Ideatori e Coordinatori del Progetto "Ottavo Giorno"

  • Angelo Raffaele FRANCO
  • Mario MORRA
  • Andrea COCCHI

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