ProLoco Poggiomarino


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8° Giorno II Edizione

Attività


“Splende nel giorno ottavo L’era nuova del mondo,consacrata da Cristo, primizia dei risorti”.

(dal Salterio)


Presentazione del Presidente:

Nel segno della continuità con quanto iniziato con la realizzazione ed inaugurazione delle prime tre opere il 30 ottobre 2004, la Pro Loco il 28 ottobre 2006 curerà la messa in opera di altri due bassorilievi/altorilievi che ricordano altrettanti miracoli del nostro Santo Protettore: La Guarigione del piede tagliato e riattaccato e Il cuore dell’avaro nello scrigno.
Saranno ubicati in via Roma sul marciapiede antistante l’edificio scolastico del primo Circolo Didattico.
Abbiamo fortemente creduto in questo progetto per la nostra città e ci fa piacere che questa nostra realizzazione capiti proprio nel centenario della proclamazione di S. Antonio di Padova Patrono di Poggiomarino (decreto Pontificio del 21-08-1906 – cfr “Poggiomarino e S. Antonio di Padova” di Padre Silvano Controne pag. 88).
La nostra città ha sempre mostrato una devozione sincera, profonda e filiale verso S. Antonio e noi ci onoriamo di dimostrarlo esponendo nelle nostre strade queste opere che ricordano significativi miracoli operati dal Santo Patrono.
Ringraziamo tutti i nostri sponsor che ci hanno permesso il raggiungimento di questo traguardo.
Senza il contributo di quanti ci hanno voluto dare una mano, probabilmente questo progetto sarebbe rimasto solo una pia intenzione.
Ancora con l’augurio che si trovino sempre persone generose capaci di rendere attuabili tante idee che onorano il nostro paese.


ANCORA GRAZIE POGGIOMARINO !!!!!!!!!


Renato PALMIERI
Presidente PRO LOCO



Plauso del Sindaco di Poggiomarino:


Ottavo giorno, il giorno che non c’è o che potrebbe esserci ! un messaggio di ottimismo, perchè l’ottavo giorno che tutti vorremmo avere, desiderare, e soprattutto vivere !
La fortunata iniziativa della Pro Loco di Poggiomarino trova il suo completamento con la posa in opera di due nuove rappresentazioni in terracotta dei miracoli di San Antonio da Padova, Santo Protettore assieme a Maria Santissima del Rosario del Flocco, della nostra città. Si chiude un percorso artistico - religioso che arricchisce il Comune di opere d’arte e abbellisce uno dei luoghi più frequentati dai giovani; quei marciapiedi di via Roma dove intere generazioni hanno giocato, si sono incontrate, hanno manifestato le proprie idee.
Ultima chicca di questa iniziativa l’intitolazione alla famosa Piazzetta dei giardini di Via IV Novembre del nome “OTTAVO GIORNO”.
Un ricordo, un monito a perenne memoria della Poggiomarino di questo transeunte 2006.
Cos’altro aggiungere a quanto potrà leggersi in questo pamphlet: è che l’amore, l’affetto per questa nostra terra non deve mai scomparire, soprattutto quando l’andazzo dei tempi, il malumore per le cose non fatte o non riuscite, ci assale.
Le radici sono qualcosa d’innato. Ciò che ci lega è un vincolo di sudore e sangue che non può essere distrutto da fobie passeggere o da livori notturni.
Ciò che si ama, ciò che saremo, dipende da quello che noi lasceremo ai nostri posteri.
La PRO LOCO ha compreso il significato dell’impegno civile. Ha capito che bisogna lasciare un segno indelebile. Un segno positivo.
Mi auguro che tanti seguano questo esempio che è un modo per migliorare il vivere quotidiano e crescere in civiltà.

Dott. Roberto Raffaele GIUGLIANO
Sindaco di Poggiomarino



Presentazione del Parroco:


Antonio di Padova: un Santo…da imitare
Giovanni Paolo II nella lettera (13 giugno 1994) alle famiglie francescane per l’ottavo centenario della nascita di sant’Antonio ebbe a scrivere: “La commemorazione centenaria si rivelerà ecclesiasticamente fruttuosa se susciterà un’invocazione corale a Sant’Antonio affinché, con il suo esempio e la sua intercessione, spinga i cristiani del nostro tempo ad impegnarsi per raggiungere le mete più alte e più nobili della fede e della santità.
Perché questa comune speranza si avveri, è necessario che tutti, pastori e fedeli, riscoprano con devozione sincera la persona di sant’Antonio, studino il suo cammino spirituale, sappiano capire le sue virtù, ascoltino docilmente il messaggio che promana dalla sua vita”.
Ci mettiamo alla scuola del Santo Protettore di Poggiomarino per capire che la via della santità è un percorso per tutti.
Percorso che viene illuminato da tre “fari” potenti che Antonio di Padova ci ha lasciato con il suo insegnamento e con la sua vita.

1. Amore a Cristo…crocifisso, risorto, vivo nell’Eucaristia

2. Amore alla Vergine Maria

3. Amore alla Sacra Scrittura

La “passione” di Sant’Antonio fu la Parola di Dio che leggeva, studiava, contemplava e amava e per questo fu definito da Papa Gregorio IX “Arca del Testamento” e da Pio XII “uomo evangelico”.
Alla luce della sacra Scrittura s. Antonio imparò a conoscere ed amare Cristo e soprattutto il grande dono dell’Eucaristia. Il pane eucaristico fu il sostentamento abituale nel suo cammino di santità e dal dono del Cenacolo imparò l’amore ai fratelli soprattutto più poveri. In questo cammino di conoscenza della Scrittura e di Cristo, il Protettore di Poggiomarino fu accompagnato dall’amore materno di Maria, la “dolce Signora” che invocava ogni giorno.
Alla scuola di sant’Antonio noi Poggiomarinesi troviamo la forza di rispondere all’invito di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI che invitano i cristiani a prendere il largo “duc in altum” e non perdersi di fiducia poiché “Deus caritas est”, camminando nella speranza, testimoni del Risorto.


Padre Silvano Controne
Parroco di Poggiomarino



PROGETTO “OTTAVO GIORNO”

“OTTAVO GIORNO” è un progetto culturale della Pro Loco Poggiomarino che ha lo scopo di costituire nel nostro comune dei percorsi artistici tappezzando marciapiedi e piazze con pannelli di terracotta, creando così un “Museo a cielo aperto”. In occasione della prima edizione, nell’ottobre 2004, furono realizzate tre sculture ispirate ai miracoli di S. Antonio di Padova, patrono della nostra città.
Quest’anno, continuando a sviluppare la stessa tematica, saranno installate altre due opere che raffigurano altrettanti miracoli del Santo:

* IL CUORE DELL’AVARO NELLO SCRIGNO
* LA GUARIGIONE DEL PIEDE TAGLIATO E RIATTACCATO

Anche queste due sculture misurano cm 90 x 135 e sono state realizzate in terracotta. Saranno montate in strutture di pietra lavica e protette da vetri. Terracotta e pietra lavica, materiali della nostra avventura umana e della nostra zona. Ricordava il professore Lenti che la terracotta “è come l’uomo che passa indenne attraverso tutte le bufere, le violenze, le novità, le mode, poiché egli è la vita”.
La pietra lavica è il materiale delle nostre origini, delle case più antiche, possiede un fuoco che riscalda e non brucia come la nostra gente.
La terza tappa di questo “progetto” avverrà tra due anni, e completerà questo percorso artistico una scultura che rappresenterà gli uomini che credono nell’ottavo giorno. Per questa circostanza ci vorrà un forte contributo da parte dell’amministrazione e della cittadinanza per realizzare quest’opera, che verrà eretta nello spazio antistante l’edificio scolastico di via Roma che sarà denominato, con approvazione comunale, PIAZZETTA OTTAVO GIORNO.
Cosa dovranno significare questa piazzetta e quest’opera?
Che significa “OTTAVO GIORNO”? “Otto” non è un numero “conosciuto” come “tre”, “sette”, “dieci” eppure rappresenta “l’equilibrio cosmico” in varie culture e civiltà.

È il numero di:

§ punti cardinali più le direzioni intermedie;

§ della rosa dei venti;

§ della torre dei venti ateniesi;

§ dei petali di Loto;

§ dei sentieri della via che conduce alla Liberazione.



È anche segno di infinità.
I giapponesi hanno denominato in passato la loro terra Otto Grandi Isole a significare che il loro paese è costituito da un’infinità di isole. Inoltre a Yokohama hanno costruito un centro spirituale ottagonale con gli otto saggi del mondo. Tra le figure rappresentate cinque saggi sono giapponesi e gli altri sono Socrate, Confucio e Gesù Cristo. L’ottagono e il numero di otto saggi non sono un fattore limitativo ma simboleggiano la saggezza infinita. Per noi Cristiani, per noi credenti, ”l’ottavo giorno” rappresenta la nuova era del mondo.
Esso annuncia la futura era eterna, segna non solo la resurrezione di Cristo ma anche quella dell’uomo. L’otto segna la beatitudine del tempo che verrà. Dopo il settimo giorno viene l’ottavo che segna la vita dei giusti e la condanna degli empi. È il simbolo della trasfigurazione. Rappresenta il tempo intermedio dalla resurrezione di Cristo alla promessa di resurrezione dell’uomo.
Infine la forma ottagonale è simbolo di rinascita e di nuova vita. Per questo le fonti battesimali hanno spesso forme ottagonali.
Quindi l’ottavo giorno è il trionfo dell’Amore. La terra è permeata dal potere dell’Amore che nessuna potenza terrestre può distruggere. CHI AMA PUÒ CAMBIARE IL MONDO. In passato abbiamo scritto che l’ottavo giorno è un tempo nuovo della nostra vita, è un progetto scritto nei cuori e nelle menti di uomini onesti, sensibili, poveri, umili di questa terra. C’è un futuro per il nostro paese: CHE LA SPERANZA È POSSIBILE. Speranza concreta, tangibile, perché anche queste due opere sono state realizzate per la generosità della nostra gente.

Mario MORRA



OTTAVO GIORNO:

Si strugge ancora l’anima
A rimembrar, Signore
Quando le speranze nel cor
Erano ombre tenebrose,
E le note d’amore
Gocce di lacrime,
Mai stanco il tormento
Di lacerar il mio esser
Che anelava solo la quiete eterna.
Immerso nell’inquieta solitudine
Quando appari tu, figlia del tempo,
Come luce nella notte e acqua nel deserto!
Nel seno portavi
Palazzi d’avorio e bagliori di ricchezze,
Diventati nel tempo
Castelli di sabbia e canti di sirene.
Lungo e penoso il vagar,
Tra dolori e affanni,
Perché inseguire inganni e silenzi?


Mai più un’altra estate!

Lontano il sole muore lentamente,
Il mare accoglierà le stanche membra,
Il prigioniero di carne ed ossa,
Muto e solingo se ne va!
Quando occhi misericordiosi
Mi guardano amano parlano:
“Io sono la luce del mondo”
“L’acqua che disseta per la vita eterna!“
Poi apparve la città eterna
Nello splendore dell’ottavo giorno:
La gloria dell’Agnello,
E gli eletti cantar
In candide vesti e palme nelle mani.
Chi entrerà nel giorno che non muore?
Un vegliardo mi sorrise:
“I piccoli e i poveri di spirito,
Che vivono il Vangelo
Con il perdono nel cuore e la carità nelle mani.”
E tu non sei un cactus nel deserto.
Desta il cor alle speranze
Sì che amor più amor si posi.
Smarrito e confuso
Piansi amaramente!
Dal profondo gridai il mio dolor.
La luce del creato m’illuminò!
Sopra la croce,
Con il corpo martoriato
Occhi che parlan di amore,
Brillano di vita eterna.
Cristo è morto e risorto!
Per me! Per noi!
Maranà tha! Vieni, Signore Gesù!
Ora e sempre la tua Luce
Nel nostro cammin, Signore
Per vivere da testimoni
L’aurora dell’ottavo giorno:
L’amore ha vinto la morte!

Mario Morra





LA TREDICINA... STRUMENTO DI UNITA' E DI COMUNIONE

La devozione popolare, superando le “rigide” regole liturgiche che conoscevano soltanto le “novene” e gli “ottavari” ha voluto coniare un altro modo di venerare alcuni Santi: la TREDICINA.
Tredici giorni di predicazione e di preghiera per meglio accostarsi a conoscere la vita e le virtù del Santo Protettore.
Anche la comunità parrocchiale di Poggiomarino ha voluto onorare il Santo Protettore – di cui ricorre quest’anno il primo centenario della proclamazione – con una solenne Tredicina che con il parroco stimmatino p. Bruno Montanaro prese la “fisionomia” di una vera “peregrinatio” per i vari rioni della cittadina.
Fare uscire dalla chiesa il Santo, è quasi fargli prendere possesso della realtà e della “storia” in cui i fedeli e devoti sono abitualmente immersi. Anche il Santo partecipa così delle difficoltà e dei problemi, delle gioie e “benedizioni” che abitualmente sono il contesto quotidiano e storico in cui si è chiamati a vivere.
Il percorrere le vie ed i rioni di Poggiomarino, diventa per la gente, motivo di superare il proprio problema “personale” e “corporativistico”, per conoscere i problemi e situazioni anche degli altri abitanti e delle altre persone che probabilmente condividono le stesse ansie e “paure”, e cercare così di mettere insieme le piccole forze “locali” per vincere insieme una stupenda battaglia.
Questa “peregrinatio” è oggi il segno più sensibile dell’unità di Poggiomarino attorno al suo Santo. È un segno di appartenenza che può arrivare anche a distorcere il vero senso della fede, ma è anche segno di ecclesiologia di comunione, momento di unità e di “famiglia” di tutte le persone che compongono il Comune di Poggiomarino.
Durante la processione del Corpus Domini, un uomo invitato ad alzarsi dalla sedia, - davanti al bar di fronte alle Scuole Elementari - per rispetto al Santissimo Sacramento, tranquillamente rispose: “ Mica passa sant’Antonio!”.
Certamente nella sua buona fede, egli volle affermare l’amore di ogni Poggiomarinese al Santo Protettore…anche se la sua fede non era espressa proprio alla “perfezione”.
La devozione a sant’Antonio tocca tutti i Poggiomarinesi ed è stupendo, delle volte, vedere affacciarsi alle porte di casa, persone anziane o ammalate che vogliono con un semplice gesto di saluto o di preghiera, essere “presenti” fisicamente al passaggio del Santo per le vie ove sono situate le loro abitazioni. Veramente è la “fontana del villaggio” la presenza di Antonio, che offre frescura, riposo e serenità a tante persone!
L’amore a sant’Antonio – è forse una interpretazione personale – è l’unico momento in cui si uniscono insieme i vari rioni-quartieri e si forma un solo popolo, una sola famiglia, una sola comunità.
Il linguaggio abituale che si riscontra da parte delle persone dei vari rioni “vado a Poggiomarino”, per indicare che si va al centro, viene superato nei giorni della Tredicina e nella devozione al Santo Protettore.
Infatti è festa di popolo, è festa di una cittadina che ha profonde radici storiche, anche se spesso dimentica le sue tradizioni ed i suoi valori, sottolineando di più le differenze e le divisioni.
Proprio per affrontare sempre più la cultura dell’unità e della comunione e del dialogo la Tredicina di sant’Antonio ha un compito primario ed un obbiettivo che non può essere oscurato dai botti o dalle beghe di quartiere.
Il Santo Protettore oggi riunisce attorno a sé non solo i vari rioni e quartieri ma anche persone che provengono da altre culture e mentalità…e ci auguriamo che sempre più attorno al Santo di Padova, tutti siamo capaci di ritrovare il senso del rispetto della persona, la ricerca della legalità, lo sforzo di perseguire il bene comune e soprattutto la capacità di vincere ogni odio e risentimento.
La Tredicina con la collaborazione di tutti i gruppi, movimenti ed associazioni della parrocchia, deve diventare un momento aggregante che faccia capire l’importanza del volersi bene, del lavoro in comune, dell’espressione di una tradizione che i nostri Antenati ci hanno lasciato in eredità: l’amore e la devozione al Santo di Padova!

Padre Silvano CONTRONE



LO SCULTORE AGOSTINO PIERNO:

E’ nato a Nola (NA) nel 1948 dove vive e lavora.
Dopo il diploma in “Decorazione Plastica” conseguito presso l’Istituto d’Arte di Napoli ha concluso gli studi di scultura (all’Accademia di Belle Arti della stessa città di L.Gelli, E.Greco, M. Mazzacurati, U. Mastroianni e A. Perez.
Attualmente è ordinario di figura e ornato modellato presso il Liceo Artistico di Napoli ed è vincitore di cattedra per l’insegnamento di plastica ornamentale presso le Accademie di Belle Arti.
E’ presente sulla scena espositiva italiana ed internazionale dal 1965; ha tenuto numerose personali ed è stato costantemente presente in collettive ed eventi culturali di prestigio. E’ autore di opere pubbliche presenti in varie città d’Italia, Enti, Musei e spazi cittadini. Opera con collezionisti accreditati a Roma, Bologna, Perugina, Milano, Nespoli, Lecce e New York.
I suoi percorsi hanno sempre suscitato interesse di critica nazionale con recensioni su quotidiani e rivisti specializzate.
Tra i saggi più interessanti sulle opere di Agostino Pierno risultano quelli di Fabbricatore, Grassi, Di Bartolomeo, Calabrese, Raiola, Traversa, Irta, Maiorino, Giusti e De Santi.


DESCRIZIONE DELL'OPERA:



La raffigurazione del miracolo”del cuore dell’avaro nello scrigno”di S.Antonio da Padova è stata concepita in modo da trasmettere, con chiarezza, i momenti più significativi dell’evento e consentirne una percezione intima e accorata del significato umano, religioso e civile dello stesso. La scena si avvale di un’ambientazione prospettica dei luoghi (sacro e domestico) sui quali è impostato l’impianto compositivo dei personaggi del racconto,corrispondenti ai diversi momenti dell’evento miracoloso:

- La notizia della morte dell’usuraio e dei funerali di questi nel luogo sacro,in contrasto con il suo trascorso di vita vissuta ad accumulare ricchezze immorali ;
- La proclamazione del Santo e quanto aveva predicato facendo riferimento al vangelo di Luca; - La constatazione della mancanza del cuore nel petto dell’avaro;
- Il miracolo del ritrovamento del cuore dell’avaro nello scrigno fra i tesori accumulati tra le mura domestiche dove ci sono i segni tangibili dell’usura (registri,quaderni,carte con annotazioni dei crediti e la clessidra che ha scandito il tempo che si è fermato senza aver prodotto valori benefici per l’anima di cui l’essere umano ha bisogno e spera.
La figura maestosa di S.Antonio,posta in primo piano sulla destra, domina tutta la composizione permeando della sua presenza, intellettuale e religiosa,il restante. Ai suoi piedi,ad accrescere la maestosità e a sottolineare la straordinarietà del miracolo,vi è la figura di una donna venerante che vive il “miracolo”nella speranza di ben altri tesori rivolti al prossimo e a Dio.
Il racconto,affidato alla corrispondenza dei gesti e degli sguardi dei numerosi personaggi e alla distribuzione di questi a scandire lo spazio,è reso drammatico dall’interpretazione del modellato (dall’altorilievo al bassorilievo) e dagli accorgimenti matrici finalizzati ad esaltare i giochi di luce che concorrono a dare significato all'espressione

Agostino Pierno





Se per un istante ……

Se per un istante
Dio mi regalasse
un pezzo di vita,
io camminerei
quando gli altri si fermano;
veglierei
quando gli altri dormono;
ascolterei
quando gli altri parlano.
Se io avessi un pezzo di vita
ai vecchi direi
che la morte non arriva
con la vecchiaia,
ma con l’oblio.
E mai lascerei passare
un solo giorno
senza dimostrare agli uomini
che solo chi ama
non muore.

Gabriel Garcia Marquez (adattamento di Andrea Cocchi)





PASQUALE CIAO E GLI ALUNNI DEL LICEO ARTISTICO CARLO LEVI DI EBOLI

Pasquale Ciao, Scultore, pittore, fotografo e grafico, nasce a Eboli il 12-05-1954. Dopo la Maturità Artistica, ha conseguito il titolo di Maestro in Scultura, all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1978, con M° Augusto Perez e fotografia con il M° Mimmo Iodice.
Attualmente insegna al Liceo Artistico Statale di Eboli “Carlo Levi”.
Dopo varie ricerche nel campo della scultura, della pittura, della ceramica, della calcografia, della litografia, della scenografia, della fotografia, negli ultimi anni sperimenta soluzioni plastiche personalissime, avvicinandosi alla natura nel pieno rispetto e nell’amore per essa.
Con lavoro da naturalista cerca, per colline e boschi, tronchi segnati dal tempo, cariati, segnati dalla viva potatura, semicarbonizzati dal fuoco, tra tutti preferisce l’eterno ulivo, e li porta nel suo studio.
Quando finalmente intuisce qualcosa, interviene (con scalpelli, sgorbie, raspe), con lievissime e sapientemente calibrate, evidenziando: ogni cicatrice lasciata, fatta di nodi, incavi rinsecchiti, buchi, rughe nascoste dalla corteccia, venature, sfumature che dal nero del carbone vanno alle svariate tonalità dei marroni del legno, diviene oggetto di lavoro creativo.
Ha realizzato in collaborazione, il busto in bronzo di Carlo Levi;

- ha realizzato, con i suoi alunni del liceo, il busto in bronzo al Tenente Colonnello Carmine Calò morto in missione di pace per conto dell’ONU, in Terra Afgana;
- ha diretto i lavori per la copia dei Leoni in bronzo (h 1,50 mt. x 3,60 x 1,30), dall’originale in ghisa del 1897, attualmente nella piazza di Eboli;
- ha realizzato il busto del Generale Alessandro Ferrero della Marmora;
- ha realizzato il busto in bronzo al Maresciallo Maggiore della Guardia di Finanza Vincenzo Giudice;
- ha realizzato il monumento in bronzo per la caserma dei Carabinieri di Montecorvino Rovella nel 2006.

Il Liceo Artistico Statale Carlo Levi di Eboli (SA) partecipa dal 1970 con manifestazioni proprie e di ex allievi alla crescita culturale ed artistica della nostra città, ritagliandosi un ruolo riconoscibile ed apprezzato nell’intera provincia.
Tra le attività vanno segnalate: la partecipazione decennale al premio “Carlo Levi” ad Aliano (MT); quella a Concorsi Nazionali, con vari lavori commemorativi realizzati sia per le scuole abolitane, sia per le istituzioni pubbliche: bassorilievo in bronzo per la Caserma della Finanza di Eboli, pannello in bassorilievo alla memoria di Salvo D’Acquisto per la Compagnia dei Carabinieri di Eboli; bassorilievo per la chiesa della Madonna delle Grazie di Eboli. Sono numerose le opere del territorio restaurate. Sono stati, inoltre, realizzati i busti in bronzo per il Comune di Eboli: a Carlo Levi, a Carmine Calò, a Vincenzo Giudice e la prestigiosa copia dei leoni dal monumento ai caduti in guerra del ’43. Tutto ciò fa di questo Istituto una realtà culturale pienamente integrata nella città e nel territorio della Piana del Sele.



DESCRIZIONE DELL'OPERA



In collaborazione con gli studenti di II e di V D, Pasquale Ciao ha realizzato un bassorilievo ispirandosi ad uno dei miracoli più significativi riferiti alla vita di Sant’Antonio di Padova: la guarigione del piede tagliato. Narrano le aggiografie su S. Antonio che un giovane si era tranciato un piede, in un impeto di rimorso, per aver colpito con un calcio la propria madre. Il Santo gli aveva miracolosamente riattaccato l’arto, rinnovando l’idea del perdono e della remissione dei peccati.
Il racconto sviluppato da Pasquale Ciao e dagli allievi si ispira ad un’opera che sviluppa lo stesso soggetto. Essa fu scolpita dal grande artista Tullio Lombardi ed è posta nella Cappella dell’Arca nella Basilica del Santo.
Pur nel rispetto del grande modello, questo del Liceo Artistico di Eboli, accentua, nella sua narrazione, la presenza della figura del Santo, che viene per due volte riproposta entro lo spazio narrativo del bassorilievo. La si vede, infatti a sinistra, quando il Santo si rende conto dell’accaduto, al centro, nel momento del vero e proprio miracolo; a destra, il miracolato rende gloria al Santo.





VINCENZO COSENZA:

Nasce a Pozzuoli il 14 luglio 1967. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Napoli conseguendo il Diploma in pittura nel 1991. Vive a Poggiomarino.

Mostre personali:
- 1994 “Compresenze” Aurora Art Gallery, Scafati (sa)
- 1996 Associazione culturale Agea Art, Angri (sa)
- 1996 Congrega di S. M. Margherita (vetri e sculture) Angri (sa)
- 1998 “paesaggi fuori centro” Villaricca (na)
- 2001 Comune di Imbersago – Palazzo Comunale – Imbersago (lc)
- 2002 Opere Recenti – Associazione culturale Bramati Arte – Vario d’Adda
- Galleria Eclectica – Mestre
- 2004 Ha realizzato per conto della Pro Loco Poggiomarino, il bassorilievo in terracotta patinata a freddo di cm 140x86 illustrante il miracolo di S. Antonio da Padova, “LA MULA AFFAMATA”. La scultura è esposta nella Piazza De Marinis di Poggiomarino.



ATTILIO LENTI E L’ISTITUTO D’ARTE DI GROTTAGLIE

Attilio Lenti, prima allievo e poi docente dell’Istituto Statale d’Arte, insegna plastica ed educazione visiva. Ha completato gli studi in scultura presso l’Accademia delle Belle Arti di Lecce conseguendo diverse abilitazioni all’insegnamento, oltre ad essere vincitore del concorso a Cattedra Nazionale per la medesima disciplina.
Ha realizzato numerose opere in terracotta, ceramica, gesso, cemento ed altro materiale che hanno trovato la giusta collocazione presso numerose chiese, strutture private, Curie arcivescovili ed arredi urbani nella città di Grottaglie. Altre opere dello stesso si trovano anche presso collezioni ed abitazioni private e civili, nonché in alcune gallerie d’Arte. Ha inoltre ricevuto numerosi premi ed attestati di riconoscimento in varie mostre e manifestazioni artistiche con apprezzamenti di critici nazionali qualificati. Nell’ambito scolastico ha ricevuto numerosi premi con opere ed elaborati realizzati dai ragazzi per Enti Locali, Provinciali, Regionali e Nazionali.
In ambito didattico nell’anno scolastico 2002-2003 ha partecipato con la propria terza classe sez. A Arti Grafiche al Concorso Nazionale indetto dalla Pro Loco Poggiomarino (NA) che prevedeva la realizzazione di alcuni bozzetti sulla vita di S. Antonio da Padova. Nel mese di maggio 2003 vi fu la comunicazione ufficiale della vincita con la relativa cerimonia di premiazione. Il 30 ottobre 2004, due sculture in terracotta realizzate nella misura di cm 90x135 e illustranti i miracoli della PREDICA AI PESCI e DEL NEONATO CHE PARLA, furono installate tra la chiesa di S. Antonio e il Palazzo Comunale con grande concorso di popolo.




PRO LOCO - POGGIOMARINO
ORGANIGRAMMA E CARICHE SOCIALI
COMPONENTI CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE




PRESIDENTE:

SIG. Renato PALMIERI
VICE PRESIDENTE:
DOTT.SSA EMILIA ALIBERTI
TESORIERE/SEGRETARIO:
SIG. GIUSEPPE COLACE
SETTORE CULTURA:
PROF. ANDREA COCCHI

TURISMO:

SIG. ANTONIO GUADAGNO
AFFARI GENERALI E PUBBLICHE RELAZIONI:
SIG. LUIGI GIUSEPPE MILONE
SPORT E SPETTACOLO:
GEOM ANGELO RAFFAELE FRANCO
COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI



PRESIDENTE:
SIG. SALVATORE VASTOLA

MEMBRI EFFETTIVI:
SIGG. ANGELO CIRO SALVATI – BRUNO TROIANO

DELEGHE:
ATTIVITA’ INFORMATICHE: SITO WEB-PREMIO POESIA:
SIG. SALVATORE IERVOLINO

ORGANIZZAZIONE SPETTACOLI NATALIZI, ETC.:
SIG. LUIGI BRUNO TROIANO



(Didascalia da apporre sotto la foto)

Il Santo di Padova visto dal pittore poggiomarinese Giuseppe Salvati come annunciatore irresistibile della Parola di Dio.

Sullo sfondo il nostro Santuario.








Rag. Salvatore Lettieri
AMMINISTATORE UNICO
Via C.A. Dalla Chiesa, 54 - 80040 POGGIOMARINO (NA)
Tel. +39 0813381333 - Fax +39 0813381475
www.finsilver.it - s.lettierifin@silver.it



Rag. Salvatore Lettieri :
1968-1970 Rappresentante prodotti tessili;
1978-1984 Responsabile acquisti con l’estero e Amministratore unico della Ditta TROTTEX srl;
1981 Amministratore unico della FINSILVER spa (azienda operante nel settore immobiliare);
1984-2003 Amministratore unico della ditta SALVATORE LETTIERI & co. srl (azienda propria operante nel settore tessile importazione);
1993 Legale rappresentante di C.Z.C. Costruzioni sas di Salvatore Lettieri & co.





SI RINGRAZIA:

Linea In (giocattoli) - Via Pertini, 22 – Poggiomarino
Mariniello L & G - Via Pertini – Poggiomarino
Mariniello srl -Via Cimitero – Poggiomarino
FA – F.lli Ambrosio – Via Cimitero – Poggiomarino
DUE ESSE – Via Cimitero – Poggiomarino
Manifatture Tessili Ascolese – Via S. Pertini Poggiomarino
Miro Gas – Via
Supermercati Vistola – Via P.V. Marone – Poggiomarino
Irrifarma – Via Scafati – Poggiomarino
Milone Infissi – Via Arc. D’Ambrosio – Poggiomarino
Crisis – Via De Marinis – Poggiomarino
Mariniello srl – Via Manzoni – Poggiomarino
Studio fotografico Borrelli – Via de Marinis – Poggiomarino


Ideazione progetto “Ottavo Giorno”:

Pro Loco Poggiomarino
Via Publio Virgilio Marone 25
80040 Poggiomarino NA
www.prolocopoggiomarino.it
E­-mail: informazioni@prolocopoggiomarino.it


Ideatori e coordinatori:

Franco Angelo Raffaele
Cocchi Andrea
Morra Mario

Hanno collaborato:

Palmieri Renato
Colace Giuseppe
Franco Enrico
Mariniello Antonio
Guadagno Antonio


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